
La guarigione non avviene a caso. Non avviene solo grazie alla forza di volontà. E raramente si sviluppa tutta in una volta.
La guarigione segue un arco relazionale e spirituale che Dio ha utilizzato fin dall’inizio. La guarigione avviene attorno a quattro azioni fondamentali:
1. Incontrare la grazia
La guarigione inizia con la grazia, non con la correzione, non con la gestione del comportamento e non con la punizione.
La grazia è Dio ti incontra proprio dove sei, non dove pensi di dover essere. Il dolore non può essere affrontato onestamente se non è già presente la grazia. Senza la grazia, ci nascondiamo. Ci difendiamo. Minimizziamo. Recitiamo.
La grazia crea sicurezza. E la sicurezza permette alla verità di affiorare.
“Il nome del Signore è una forte torre;
il giusto vi si rifugia ed è al sicuro”.
(Proverbi 18:10)
2. Superare la vergogna
Il dolore quando ignorato fa quasi sempre nascere la vergogna. La vergogna ci convince che il dolore non è solo qualcosa che abbiamo, ma qualcosa che siamo.
La vergogna isola. Distorce l’identità. Ci convince che se ci mostriamo per quello che siamo, saremo rifiutati.
Per guarire è necessario provare dolore senza essere schiacciati dalla vergogna. Per questo la Scrittura distingue tra colpa (ho fatto qualcosa di sbagliato) e condanna (sono sbagliato).
“ Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù”.
(Romani 8:1)
3. Ripristinare l’identità
Quando il dolore e la vergogna persistono, distorcono l’identità. Cominciamo a vivere come qualcuno che non avremmo mai dovuto essere: protettivi, frammentati, reattivi.
La guarigione non consiste nel diventare qualcuno di nuovo. Si tratta di ritornare alla persona che Dio ha originariamente progettato di essere. Le Scritture lo chiamano “togliersi di dosso il vecchio io” e “rivestirsi del nuovo” (Colossesi 3:9-10). Clinicamente, questo riflette l’integrazione – quando le parti frammentate del sé sono riportate in armonia piuttosto che costrette al silenzio.
4. Incoraggiare il destino
La guarigione non riguarda mai solo il passato. Dio ci ristabilisce in modo che possiamo vivere in futuro – integri, presenti, connessi, con uno scopo.
Il destino non è mistico. È un’obbedienza vissuta a partire da un’identità guarita.
“Infatti siamo opera sua (poiēma), essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate”.
(Efesini 2:10)
Poiēma è la parola greca da cui deriva la parola “poema”. In sostanza, Dio sta scrivendo il poema – la storia – della tua vita. E come Autore e Compitore della nostra fede (Ebrei 12:2), sta ancora scrivendo la tua storia.
Queste quattro azioni si sovrappongono. Si rafforzano a vicenda. Ma iniziano sempre da qui:
Provare il dolore, anziché fuggire da esso.
Autore: Maurice Crane
