Il dolore come alleato, non come padrone

Il dolore come alleato, non come padrone

Il dolore è reale. Ed alcune ferite lasciano cicatrici che rimangono dolorose per anni. L’obiettivo non è cancellare il dolore, ma detronizzarlo.

Il dolore è un pessimo padrone.

Tuttavia, può diventare un saggio maestro.

  • Quando il dolore non viene analizzato, influenza il comportamento.
  • Quando il dolore è integrato, guida il discernimento.

Quando scegliamo di affrontare il nostro dolore – è perché siamo stanchi di come controlla i nostri pensieri, comportamenti e sentimenti, frustrati da come la nostra reazione ad esso ha ferito gli altri e danneggiato le nostre relazioni – possiamo iniziare a liberarcene. Mettendoci a nudo davanti a Dio e affidandoGli completamente la nostra vita, troviamo guarigione. Scegliamo l’obbedienza alla Parola di Dio, riconoscendoLa come l’estensione del Suo cuore. Riconosciamo la nostra identità di principi e principesse del Regno di Dio (Galati 4:7, Romani 8:16-17).

Sebbene il dolore sia reale e ci influenzi per tutta la vita, ci rifiutiamo di lasciare che sia lui a dettare le condizioni di come vivere. Al contrario, lo sottomettiamo e lo trasformiamo in un alleato, che ci aiuti a scoprire di più su noi stessi e sul nostro scopo. Il dolore ha sempre avuto uno scopo. Il dolore è destinato ad avvicinarci a Dio.  

“ Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che cioè colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato, per consacrare il tempo che gli resta da vivere nella carne non più alle passioni degli uomini, ma alla volontà di Dio”. (1 Pietro 4:1-2)

Sono parole difficili e, a dire il vero, ammetterlo non ci fa certo piacere, ma in sostanza ci mostrano un principio per il nostro dolore emotivo: quando ci permettiamo di soffrire (mostrare il nostro dolore, affrontarlo e superarlo) questo ci permette di aggrapparci a Dio più che mai, perché ci rendiamo conto che non possiamo trovare guarigione senza la Sua forza.

Pietro non sta glorificando la sofferenza, ma sta descrivendo la trasformazione che può accadere attraverso di essa.

Quando scegli di affrontare il dolore con Dio, anziché fuggirne da solo, ti aggrappi a Lui più profondamente. Ti rendi conto che la guarigione non può avvenire senza la Sua forza.

Autore: Maurice Crane (articolo tratto dal libro Uno Sguardo Dentro)