
Questa speranza è un’ancora forte e affidabile per le nostre anime.
Ebrei 6:19
Lasciate che la perseveranza compia la sua opera, affinché possiate essere maturi e completi, senza mancare di nulla.
Giacomo 1:4
Quando lavoro con uomini coinvolti in comportamenti sessuali compulsivi – che si tratti di uso di pornografia, infedeltà o altro – spesso mi raccontano una storia familiare: ripetuti fallimenti, vergogna crescente e un desiderio disperato di cambiamento. Ma sotto tutto questo, ciò che sento più chiaramente è un grido di disintegrazione. Qualcosa si è rotto, non solo nel comportamento, ma nel profondo dell’essere.
Questo è ciò che mi ha portato a sviluppare Integrity Driven Recovery™, un modello olistico di recupero che non riguarda la gestione del peccato, la soppressione dei sintomi o la sobrietà a tutti i costi. Si tratta di diventare integri, ciò che il Nuovo Testamento chiama teleios.
La parola teleios è usata ripetutamente nella Scrittura per descrivere ciò che siamo destinati a diventare in Cristo: maturi, completi, integrati. Non si tratta di perfezione morale nel senso occidentale del termine. Si tratta del ripristino di ogni parte frammentata di noi stessi in allineamento con il disegno di Dio. E questo è l’invito al recupero: non solo smettere di fare qualcosa di distruttivo, ma diventare una persona integra.
Oltre il comportamento: il problema della frammentazione
Troppo spesso abbiamo trattato le difficoltà sessuali come problemi comportamentali da gestire con filtri, regole o pura forza di volontà. Ma una guarigione duratura non deriva da piccoli aggiustamenti comportamentali. Deriva dall’affrontare la frammentazione sottostante, la disconnessione tra corpo, mente, cuore e spirito.
La persona che agisce in modo sessuale non sta semplicemente cedendo alla lussuria, ma spesso sta cercando di regolare un sistema nervoso che non ha mai conosciuto la sicurezza, di lenire emozioni che non ha mai imparato a nominare o di affrontare la vergogna che affonda le sue radici nelle ferite più antiche.
Ecco perché dico: l’obiettivo del recupero dalla dipendenza non è la sobrietà, ma l’integrità.
Integrità come totalità: quattro ambiti di allineamento
Il Recupero basato sull’integrità consiste nel coltivare l’allineamento interno attraverso quattro ambiti chiave del sé:
Integrità fisica: iniziamo dal corpo. Un sistema nervoso disregolato non è in grado di sostenere scelte etiche. Il recupero in questo caso significa inoculazione dello stress, ripristino del sonno, movimento e pratiche di radicamento. Quando si allena il corpo alla regolazione, aumenta la capacità di libertà.
Integrità emotiva: molte persone in fase di recupero sono in grado di recitare versetti della Bibbia, ma non riescono a dare un nome ai propri sentimenti. L’integrità emotiva implica imparare a riconoscere, regolare e rispondere alle emozioni piuttosto che reagire con paura o indifferenza. È il recupero della resilienza affettiva.
Integrità etica: Si tratta di vivere in linea con i propri valori più profondi, non solo con i propri impulsi più forti. Implementiamo strategie di pre-impegno, esercitazioni decisionali e quelle che chiamo verifiche di integrità, pratiche che aiutano ad allenare la volontà e a rendere le azioni allineate una seconda natura.
Integrità spirituale: questo è il lavoro più profondo. Qui ci chiediamo: qual è lo scopo sacro della tua vita? Il recupero non riguarda solo ciò che smettiamo di fare, ma anche ciò per cui veniamo restaurati. È qui che la speranza ancora l’anima: nella riscoperta del significato, della chiamata e dell’appartenenza alla presenza di Dio.
Maturità attraverso la perseveranza
Giacomo 1 ci dice che la perseveranza deve portare a termine la sua opera affinché possiamo essere teleios, maturi e completi, senza mancare di nulla. Non si tratta solo di un’idea teologica. È una tabella di marcia per la guarigione.
Questo percorso non sarà breve. Richiederà coraggio, comunità e ripetuti ritorni. Ma a coloro che sono disposti a perseverare, offre più della semplice sobrietà: offre una trasformazione.
Ho visto tossicodipendenti in difficoltà diventare più che astinenti. Li ho visti diventare saldi. Non sballottati da ogni impulso o stimolo, ma radicati nella grazia di Dio e nell’integrazione di un sé restaurato.
Una parola per chi lotta e per il pastore
Se anche tu stai combattendo questa battaglia, voglio che tu ascolti attentamente queste parole: non sei irrecuperabile. Non sei troppo lontano dalla meta. Lo stesso Dio che ti ha creato nel grembo di tua madre è ancora all’opera per restaurarti.
E se sei un pastore, un coach, un consulente o un amico che accompagna qualcuno in questo percorso, sappi che il tuo compito non è quello di gestirlo, ma di riflettere la dignità che Dio gli ha donato. Abbi una visione del loro telos, non solo di chi sono, ma di chi stanno diventando.
In un mondo che spesso cerca di curare il dolore con farmaci o di regolamentare il comportamento con leggi, ricordiamo l’antico e duraturo invito di Cristo: «Siate perfetti [teleioi], come è perfetto il Padre vostro celeste». O, meglio tradotto: Siate integri. Siate completi. Siate ciò per cui siete stati creati.
Non è una richiesta di perfezione. È un invito all’integrità.
È un invito alla libertà.
Ed è un invito a cui possiamo rispondere, ancorati alla speranza.
Autore: Dr. Jake Porter
