La condivisione della tua storia innesca un cambiamento nella tua vita

Le statistiche sull'uso della pornografia sono sbalorditive. Le ricerche dimostrano che un americano su due ed un numero crescente di donne, lottano contro una dipendenza compulsiva, che li induce a ricorrere alla pornografia. E non c'è da meravigliarsi: i materiali pornografici sono di facile accesso, gratuiti, piacevoli (almeno per il momento) e anonimi, ciò li rende apparentemente irresistibili e molto accattivanti.

 

Nonostante i numeri siano così alti, sono in tanti a pensare di essere i soli a combattere questo peccato.  Dicono: “Nessuno trova la pornografia irresistibile quanto me. Sono messo proprio male”. Tra i cristiani, il problema si manifesta in modo peggiore. Molti giovani credenti, uomini e donne, sono convinti che gli altri credenti non lottino contro lussuria o porno, avvertendosi come grandi peccatori, aumentando il proprio sentimento di vergogna. La verità è che questa convinzione è priva di fondamento.

 

È il momento di essere oggettivi

Bisogna capire il potere che la pornografia esercita su di noi.

Se sei cresciuto o hai vissuto l'esplosione tecnologica del 21° secolo, allora è molto probabile che tu sia stato esposto alla pornografia. I ricercatori vorrebbero studiare i suoi effetti sul cervello umano ma hanno difficoltà a trovare qualcuno da usare come campione di ricerca, che non abbia mai visto del materiale pornografico. Per farla breve, praticamente tutti hanno visto qualcosa. Ormai è diventato normale.

Se qualche volta hai visto del materiale pornografico, c'è una forte possibilità che ritorni a farlo. La pornografia preme i tasti neurologici giusti, inondando il nostro cervello di dopamina e adrenalina. Si può trasformare facilmente in abitudine piacevole e può persino renderci dipendenti.

Se per caso pensi che i cristiani siano immuni, ti sbagli di grosso. Gli studi dimostrano che l'uso compulsivo della pornografia è molto comune tra i cristiani. Ecco il punto. Quasi tutti quelli che hanno visualizzato del materiale pornografico, che siano cristiani o meno, lo trovano affascinante e hanno difficoltà ad abbandonarlo. Quindi, se pensi di essere da solo a combattere questa battaglia, sappi che non è così. Ci sono molte persone che vivono la tua stessa storia. Alcuni lottano ancora, ma molti hanno trovato la libertà.

 

Nate ha trovato la libertà di raccontare la sua storia

C’è un uomo che è stato liberato dalla dipendenza pornografica. Si chiama Nate Larkin. Era un pastore di successo e di grande carisma. Aveva tanti ammiratori ma nascondeva un terribile segreto: era sesso dipendente. Ha fatto uso compulsivo di pornografia e ha persino comprato dei servizi che offrivano sesso a pagamento.

Dopo aver affrontato una crisi nella sua vita, ha finalmente trovato il coraggio di raccontare la sua storia. Ecco cosa rivela dalla sua esperienza: “Si può aver timore a raccontare la propria storia per la prima volta, può persino essere terrificante. Ti sembra che stai per perdere tutto, ed è questo il motivo principale per cui molte persone non vogliono farlo”. Ma una volta che rendi pubblica la tua lotta, capisci che non sei solo. Il senso di vergogna inizia a svanire, come Nate, inizi una nuova corsa verso la libertà e la speranza.

 

Racconta la tua storia

Se stai leggendo questo testo e stai lottando contro la tua dipendenza dal porno, ti invito a raccontare la tua storia ad una persona fidata. Ti sembra orribile, lo so, ma se lo farai, ti sentirai sollevato. Probabilmente sarai circondato da persone che ti incoraggiano e supportano, più di quanto avresti potuto immaginare. E la cosa più importante è che ti renderai conto, come Nate Larkin, che la tua storia non è così insolita come pensavi.

Se stai leggendo questo testo e hai sconfitto la tua dipendenza, per favore, racconta la tua storia. Ascoltare il percorso autentico di una persona recuperata e guarita dalla dipendenza pornografica, può spingere qualcun altro ad aprirsi e chiedere aiuto. La condivisione della tua storia può letteralmente cambiare una vita. Per poterlo fare serve tanto coraggio e vulnerabilità, ma è un dovuto atto d’amore verso gli altri. Del resto, stiamo tutti sulla stessa barca.

L'autrice Brené Brown una volta disse: “La vulnerabilità è il coraggio di dire la verità. La verità e il coraggio non vanno sempre a braccetto, ma non vanno mai considerate come una debolezza". Raccontare la propria storia può renderci vulnerabili e spesso non vogliamo apparire deboli, mentre ammettiamo di lottare contro il peccato sessuale. La verità è esattamente il contrario. Essere vulnerabili è una delle cose più coraggiose e liberatorie che possiamo fare e può dare agli altri la forza di apparire fragili anch’essi e di conseguenza trovare la guarigione.

Se vogliamo sconfiggere la pornografia presente nella nostra cultura, abbiamo bisogno di divulgatori di verità, che siano talmente coraggiosi e vulnerabili, da alzarsi in piedi e raccontare onestamente le loro sconfitte e vittorie contro la pornografia. Condividere la propria storia è un potente atto di resistenza al mondo pornografico e può incoraggiare te e gli altri a vivere una vita piena di gioia e libertà.