Dopo una caduta

Dopo una caduta

by Liberati In Cristo On 09/04/2020

Non c’è dunque nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.

Romani 8:1 


Ipotizziamo che hai ceduto alla tentazione e stai provando ad andare avanti. Hai confessato il tuo peccato a Dio e lo hai condiviso con una persona di fiducia, eppure quella miserabile sensazione di vergogna non va via. Cosa fai adesso e come ti rialzi in piedi?

     * Inizia ringraziando il Signore per averti perdonato. Questo può sembrarti imbarazzante, perché la vergogna si ripresenterà di nuovo, prima che tu riceva il perdono, ma in 1 Giovanni 1:9 leggiamo che tutto ciò che dobbiamo fare, per ricevere la grazia purificatrice di Dio, è confessare i nostri peccati. I tuoi sentimenti non cambiano le Sue promesse. Ringraziarlo per averti perdonato significa accettare la Sua grazia, indipendentemente dal disagio che provi.

     * Smetti di condannare te stesso. L'auto condanna è un tentativo per espiare i nostri peccati attraverso l’auto flagellazione. Quando Gesù stava morendo sulla croce, disse: "È compiuto". Il tuo tentativo di arrampicarti sulla croce e prendere il Suo posto è un inutile atto di orgoglio religioso. Non possiamo espiare i nostri peccati facendo qualche cosa.

     Al contrario, l'auto condanna prolunga la sensazione di vergogna, mantenendoci concentrati su noi stessi, peccando anche di orgoglio. Ricevere il dono gratuito del perdono di Dio, richiede umiltà... ecco il grande canale attraverso il quale passa la grazia. L'orgoglio invece prende una strada diversa, dicendo: "Oh Dio, sono molto cattivo, ho fallito tante volte, il mio peccato è così grande che non credo che Tu mi possa mai perdonare". Io, io, io. L'egoismo è una parte del problema. Dacci un taglio il prima possibile.

     * Non confondere il rimpianto con la convinzione. Il rimpianto vorrebbe che la vergogna sparisse, o che non l’avvertissimo più. La convinzione è l'opera profonda e penetrante dello Spirito Santo che ci fa odiare il peccato, confidare meno in noi stessi e focalizzarci sul grande bisogno che abbiamo di Dio, della Sua grazia e della Sua misericordia. Il rimpianto è eccentrico. La convinzione invece ci fa alzare lo sguardo. Il rimpianto è disposto a peccare di nuovo, non appena ci sentiamo meglio. La convinzione fa così tanto male che vogliamo fare tutto ciò che è in nostro potere, per stare più lontano possibile dal peccato. Se stai provando rimpianto, piuttosto che convinzione, è probabile che il tuo cuore sia duro. Chiedi a Dio il dono della convinzione.

     * Impara dai tuoi errori. Esamina l'intero processo della tua caduta, iniziando dal momento in cui i pensieri peccaminosi hanno attraversato per la prima volta la tua mente.

     Spesso ti renderai conto che esistevano diverse vie d’uscita che avresti potuto prendere, prima di cedere al peccato. Forse dovevi fare una telefonata, o qualcos’altro che ti avrebbe potuto aiutare a scappare da una situazione compromettente. Osserva come si sono svolti gli eventi.  Ti eri per caso isolato? Cosa ti stava succedendo emotivamente? Eri ferito, arrabbiato, stressato o stanco? Non trascurare nulla e prendi provvedimenti per la prossima volta.

     * Preparati per la battaglia successiva. Molto presto sarai tentato. Crea attraverso la preghiera un piano di battaglia. Cosa farai di diverso rispetto a prima? Come fare per aumentare le probabilità di successo? A volte solo uno, o due piccoli interventi, possono fare la differenza. Cosa devi fare ora? Trascorrere più tempo in preghiera, o studiare la Bibbia? Andare più spesso nelle riunioni, o fare più telefonate? Trascorrere meno tempo intorpidendosi dei frivoli divertimenti di questo mondo e dedicare più tempo alle cose che hanno valore eterno? Come gestirai il tuo orgoglio, lo stress, la rabbia, l'egoismo, la sofferenza, o l'isolamento, elementi questi che contribuiscono a creare un ambiente ideale, per una peccaminosa abbuffata sessuale?

     I nostri errori offrono opportunità di crescita. Chiedi a Dio cosa vuole che tu impari oggi e vai avanti.


Autore: Mike Genung (tratto dal libro “100 giorni di Cammino verso la grazia”)