Perché la preghiera dovrebbe essere la prima e non l'ultima risorsa nel matrimonio

Siamo sposati da così tanto tempo che riesco a leggere mio marito come un libro aperto.

 

Intuisco immediatamente se ha la testa da un’altra parte o cerca di nascondermi qualcosa. So quando è stressato, prima ancora che lui se ne renda conto. Capisco al volo quando si sente vuoto e stanco, mentre fa cose che so che non gli tireranno su il morale.

 

Ho studiato ed appreso molto osservando il suo comportamento: ormai siamo sposati da ben 19 anni. È da più di dieci anni che lui ha usato la pornografia per colmare il vuoto dentro il suo cuore e per scappare dallo stress della vita. Sebbene abbia trovato la libertà da questa particolare sofferenza, lo ammetto, la mia ansia schizza alle stelle se noto che non sta bene.

 

Anche se ho imparato che non posso né risolvere i suoi problemi, né riempire il suo vuoto, mi ritrovo ancora a provare a sistemare le cose a modo mio. E quando vedo che “non sono abbastanza per lui” o noto che "non gli basto”, tendo a scoraggiarmi.

 

Indubbiamente, vorrei che mio marito fosse felice e pieno di gioia. Mi piacerebbe che trovasse la pace in Gesù, sapendo che Dio lo ama di un amore eterno. Vorrei che sappia che non gli manca niente per essere l'uomo che Dio vuole che lui sia.

 

Ovviamente, desidererei anche che cercasse di soddisfare i miei bisogni relazionali. Vorrei avere con lui quel tipo di relazione in cui c’è prontezza, disponibilità e voglia di aiutarci a vicenda. Vorrei sentirmi amata, accudita ed essere importante per lui. Insomma vorrei che stesse bene per la felicità di entrambi.

 

 

Rompere il ciclo

 

Il marito viene esortato ad amare profondamente sua moglie: questo è un requisito importante all’interno di un matrimonio. Ma se non sarò attenta, il mio desiderio di cambiarlo per il nostro bene potrà incidere negativamente sulla nostra relazione. Se vedrò mio marito solo attraverso la lente dei miei bisogni, diventerò esigente. Accusatoria. Orgogliosa e giudicante. Mi concentrerò solo su ciò che non mi sta dando, invece di vedere ciò che realmente lui è.

 

Mio marito non potrà mai darmi quello che non ha, e se non arriverà al punto di riconoscere di aver bisogno di Gesù, non arriveremo da nessuna parte. La fretta non è una buona consigliera.

 

Per tanto tempo mi sono sentita responsabile del fatto di essere incapace di renderlo felice. A volte mi sento ancora così, anche quando ci sono cose che sfuggono al mio controllo. Quando lui non è felice, nonostante i miei grandi sforzi, finisco nella spirale dell’autocommiserazione.

 

Proprio ieri mi sono resa conto di questo ciclo - il mio tentativo di compiacerlo e tirarlo su di morale sono risultati sempre inutili - mentre la rabbia e l'autocommiserazione crescevano dentro di me.

 

Allora mi sono messa sotto la doccia e ho fatto quello che avrei dovuto fare sin dall'inizio: pregare.

 

 

Come ci ha cambiato la preghiera

 

Ho pregato che mio marito fosse liberato dagli spiriti che lo angosciavano, che fosse pervaso dalla pace di Dio, che capisse cosa poteva veramente riempire il suo vuoto; ho pregato che rinunciasse ad essere una persona finta e ho chiesto a Dio di aiutarlo ad essere l’uomo che io conosco. Infine, ho pregato che Dio mi fornisse dei nuovi occhi, non velati dall'autocommiserazione, dalla rabbia e dalla paura.

 

A fine giornata, ho condiviso con Craig le mie esigenze, esprimendogli la mia sincera comprensione per il percorso che ha intrapreso. Ci siamo chiariti, abbiamo lasciato tutto alle spalle e siamo andati a dormire.

 

Il mattino dopo Craig si è svegliato senza pesi, la sua prospettiva era diversa. Era cambiato il modo in cui guardava sè stesso e me.

 

Dopo settimane di sforzi inutili, arrendersi in preghiera ha permesso a Dio di fare qualcosa di nuovo. Qualcosa che ha dato la possibilità ad entrambi di andare avanti. Questo ci ha ricordato che il nostro matrimonio aveva un disperato bisogno di essere riempito giornalmente con lo Spirito Santo – e che né noi, né il nostro matrimonio, possiamo raggiungere la pienezza che Dio prevede nel Suo disegno, senza coinvolgerlo nella nostra vita.

 

Dio non vuole che la preghiera sia la nostra ultima risorsa. Egli desidera essere al primo posto nei nostri matrimoni e solo la preghiera può concedergli questo spazio legittimo. Essa ci tiene nel posto giusto, facendoci capire che non siamo noi ad avere il controllo ma Dio.

 

 

5 consigli per iniziare a pregare per il tuo matrimonio

 

A volte iniziare a pregare quando un matrimonio è sofferente, specie quando è afflitto da una dipendenza, può sembrare scoraggiante. Ecco alcuni modi per iniziare:

 

1. Stai ferma. È difficile calmare l'ansia quando ci muoviamo freneticamente. Devi trovare un posto tranquillo dove fermarti e cercare di connetterti con Dio, distaccandoti dal mondo.

 

2. Sii sincera.  Confessa a Dio i tuoi pensieri e sentimenti. Raccontagli le tue paure. Digli cosa vorresti che Egli facesse per sistemare le cose. Se sei arrabbiato con Lui, confessalo pure: Egli sa già tutto.

 

3. Sii pronta ad ascoltare. Dio desidera parlarci. A volte lo fa attraverso la Parola, la natura o donandoci una pace inspiegabile. A volte lo fa tramite la convinzione. Se porto davanti a Dio i peccati di Craig, devo essere disposta a confessare pure i miei. Ma fatti coraggio! Non si tratta di una condanna, ma è un processo utile a sradicare tutto ciò che si è messo tra te e Dio.

 

4. Sii aperta. A volte, tendiamo a prevedere l’esito delle situazioni in cui ci troviamo coinvolti. E aspettiamo che accadano determinate cose, che se sono negative, ci spingeranno a creare uno schema mentale attraverso il quale passerà tutto. Quando lo facciamo, le cose peggiorano e noi cerchiamo di giustificare delle bugie, facendo affermazioni del tipo: "Le cose non cambieranno mai".

 

Fai di Dio il tuo filtro e sii aperta a percepire le cose attraverso i Suoi occhi e non solo attraverso i tuoi.

 

5. Sii disponibile. Dio ci chiama ad amare. Molte volte ho detto a Dio che avrei amato Craig come si dovrebbe fare, quando anche lui avrebbe iniziato a fare lo stesso con me. Sebbene Craig sia stato chiamato ad amarmi profondamente come moglie, anche io sono chiamata ad amare il mio prossimo come me stesso.

 

Anche quando non vuoi esporti, sappi che Dio ti vede. Egli guarda e partecipa a tutto, quindi anche se non crederai che il tuo coniuge possa reagire positivamente, il Signore lo farà.

 

 

Le tue preghiere sono potenti

 

Le tue preghiere, quelle innalzate per il tuo matrimonio o per la tua vita, hanno un potere incredibile. Dio ci offre questa strada per connetterci con Lui e godere della Sua presenza, ricordandoci continuamente che Egli è vicino e che possiamo avere accesso al potere che proviene dalla Parola di Dio. Usalo dunque come prima linea di difesa per il tuo matrimonio e non come ultima risorsa.


Autrice: Jen Ferguson