Quando diamo la colpa alla concupiscenza, intensifichiamo il peccato sessuale

La lussuria è sicuramente uno dei fattori predominanti nel renderci sesso-dipendenti. Quando diventiamo suoi schiavi però, perdiamo di vista un altro elemento importante, che ci spinge verso il peccato sessuale più di qualsiasi altra cosa: la rabbia. Nonostante l’enorme danno che causano, lussuria e rabbia non sono aspetti totalmente negativi. La lussuria indica un grande desiderio per le cose buone come la bellezza e vuole appropriarsene. La rabbia denota voglia di giustizia e restaurazione. Il peccato subentra quando i desideri carnali diventano sfrenati e disordinati e si cerca di soddisfarli a tutti i costi, oppure quando qualcuno vuole far valere i suoi diritti attraverso la rabbia, stanco di essere disprezzato o controllato da dogmi e regole. La libertà dalla dipendenza sessuale non può essere raggiunta attraverso futili tentativi di fermare unicamente la concupiscenza; si deve considerare attentamente il ruolo insidioso che la rabbia ha nella sua alimentazione. Se noi cercassimo la sana interconnessione di elementi come la bellezza, il desiderio e la restaurazione, essi possono diventare il vero fondamento della nostra vita sessuale. Lascia che ti spieghi il perché.

Quando la lussuria e la rabbia interagiscono insieme

Nel Vangelo di Matteo capitolo 5, Gesù spiega la vera natura del peccato: “Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”. Poiché ci focalizziamo sulla lussuria che emerge nel passo, tendiamo a non dare tanto peso alle Sue parole subito successive riguardo la rabbia in Matteo 5:22: “Chiunque si adira contro suo fratello/sorella sarà sottoposto al tribunale“. Secondo Lui, il peccato è il punto in cui si incontrano la lussuria e l’ira. Le sue parole sono come una pillola amara da ingoiare. Secondo Gesù se pecchiamo, non solo siamo adulteri, ma anche degli assassini. La lussuria e la rabbia sono i responsabili principali di una serie di comportamenti sessuali indesiderati, come la visione di materiale pornografico, relazioni extraconiugali o sesso a pagamento. Il movimento #MeToo è diventato famoso proprio perché è riuscito ad identificare ciò che sistematicamente sfugge alle personalità religiose: l’abuso di potere, di controllo e di rabbia, presente nella vita sessuale degli uomini. Non sarà possibile modificare i comportamenti sessuali all’interno delle nostre chiese, attraverso pratiche di counseling o tramite delle associazioni, se non parliamo chiaramente o non ammettiamo che esiste questa lacuna. Spesso, i leader di chiesa sono molto abili nel trattare temi come la purezza, la lussuria e persino parlare di dipendenza sessuale, ma rimangono in silenzio quando la rabbia e l’abuso di potere si tramuta in violenza fisica sulle donne. Il fatto che parliamo solo della lussuria e rimaniamo in silenzio riguardo gli atteggiamenti di misoginia (considerando lo stupro una mera dipendenza dal sesso), sono validi motivi per cui abbiamo perso credibilità nel mondo. Il nostro silenzio equivale a chiudere gli occhi.

Svolgendo il mio lavoro da psicologo e ministro del Vangelo, non ho mai incontrato qualcuno che lotti seriamente contro la concupiscenza, che non combatta contemporaneamente con sentimenti di rabbia, frutto di situazioni irrisolte. Considera i seguenti esempi:

 Un marito chiede alla moglie di fare sesso. Lei rifiuta. La tensione sale, ma la moglie si gira dall’altra parte per dormire, anche se sa che il sesso è in grado di ridurre l’attrito tra di loro. Il marito si arrabbia e più tardi, la notte stessa o il giorno dopo, guarda del materiale pornografico.

 Un uomo celibe è frustrato quando il capo gli presenta un fallimentare rendiconto di fine anno. Nota con tristezza che lui non ha nemmeno notato i suoi progressi. Ritorna al suo appartamento e la prima cosa che fa è quella di andare su Internet per trovare filmati porno, sperando che gli siano d’aiuto per superare questa brutta delusione.

 Una donna sopporta per anni il proprio partner che trascura costantemente il suo stato emotivo. Lei inizia una relazione extraconiugale con un vecchio compagno di scuola del marito.

È facile vedere ognuna di queste scene attraverso la lente della lussuria, ma se non riusciamo ad identificare la rabbia insita in esse, non capiremo mai che è il carburante che alimenta l’eccitazione sessuale. Concentrarsi sulla concupiscenza e sulla responsabilizzazione degli uomini non risolverà le cose, proprio perché si tratta di un quadro incompleto. Bisogna insegnare a gestire in maniera corretta il sentimento della rabbia e spingere le persone a considerare che individui diventeranno, se faranno scelte errate durante le difficoltà.

L’importanza del riconoscimento del ruolo della rabbia

Concentrarsi solamente sulla concupiscenza, invece di riconoscere che essa e la rabbia contribuiscono in egual misura a comportamenti sessuali indesiderati, porterà a risultati notevolmente diversi. Parliamo della pornografia. Nel primo esempio sopra riportato, l’opinione diffusa potrebbe pensare che se l’uomo che chiede alla moglie di fare sesso, venendo rifiutato, andrà sicuramente in cerca di materiale erotico è perché pensa di liberarsi dalla frustrazione di essere sessualmente insoddisfatto, gli allevierà lo stress oppure lo aiuterà a sfuggire al dolore del rifiuto. La logica in questo caso è abbastanza semplice: l’uomo si sente solo, è stato rifiutato e quindi cercherà consolazione nella pornografia.

Se si accerta che la pornografia per il marito è un “problema di lussuria”, bisognerà adottare un piano del tipo: fargli capire che è responsabile delle sue azioni, metterlo in contatto con altri uomini con cui parlare dei suoi desideri carnali e spingerlo ad andare da un terapeuta o un consulente pastorale, per aiutarlo a far emergere il suo dolore nascosto. Tuttavia, anche se questa valutazione contiene pericolose “verità parziali”, la sua incompletezza porterà l’uomo a continuare a fallire, poiché si trascurerà l’altra faccia, ugualmente importante del problema, lasciata ormai marcire nel dimenticatoio.

Ora vediamo cosa succede quando capiamo il ruolo che gioca la rabbia nell’uso della pornografia da parte del  marito. La pornografia entra nella vita di un uomo a causa di due fattori che la alimentano: la lussuria e la rabbia. Inizialmente vediamo dalla prospettiva del coniuge il diritto ed il desiderio di unirsi intimamente, in modo dignitoso alla propria moglie, per sentirsi connesso a lei. Il teologo cattolico Ronald Rolhieser nota che la parola sesso è presa dalla radice della parola secare, che significa amputare o separare dal resto. Secondo lui, il fondamento della sessualità è la consapevolezza di essere disconnessi e la ricerca continua di essere di nuovo legati, di nuovo collegati. Inizialmente il desiderio sessuale del marito risulta nobile ma quando viene rifiutato, si trasforma rapidamente in rabbia, poiché insoddisfatto. Il significato che lui dà al sesso implica sicuramente una connessione, ma insinua un suo diritto. Praticamente sta dicendo alla moglie: “Desiderami. Fai sesso con me o ci sarà conflitto tra di noi”. Bisogna chiedersi: “Com’è possibile che il desiderio sessuale della moglie nei confronti del marito diminuisce quando le viene detto di soddisfare un suo diritto?”. Quante comunità o chiese fanno notare al marito che una risposta negativa da parte della moglie alle sue offerte per soddisfare i suoi diritti, rende la moglie più sana rispetto a lui? Riconoscere dunque il ruolo che investe la rabbia all’interno della tua vita sessuale ti porterà dei grandi vantaggi.

Più tardi o il giorno seguente il rifiuto della moglie, il marito si ritrova davanti ad un filmato a luci rosse in cui una bella donna è entusiasta di stare con lui. La trama non sembra difficile da seguire: visto che la moglie non gli dà ciò che vuole, troverà qualcun’altra che lo farà, anche se solo nella sua fantasia. Ecco perché la pornografia attira così tanto gli uomini: offre loro contemporaneamente la fuga e la vendetta. Guardando del materiale pornografico, il marito non solo riesce a sfuggire alla dolorosa esperienza del rifiuto, ma si vendica anche del rifiuto di sua moglie.

Cosa fare se vogliamo vedere la cultura trasformata

Un certo comportamento sessuale evidenzia la presenza della concupiscenza, che non si può correggere fino a quando non si riconosce come una cosa sbagliata. Visto che si rimane sconcertati dalle statistiche riguardo la violenza sessuale nel mondo, è tempo di aprire gli occhi sul ruolo importante che la rabbia ha nel propagare tale violenza. Al di là della cattiva condotta sessuale di certe persone, siamo in gran parte ciechi riguardo evidenti forme di sfruttamento sessuale, come il traffico sessuale o la prostituzione. La nostra cultura etichetta le donne, anche quelle giovani che esercitano il mestiere più antico del mondo, come “sgualdrine” e “meretrici”. Ma come dobbiamo chiamare gli uomini che le comprano e le violentano? Vengono considerate persone che soffrono la solitudine o semplici clienti eccitati. Il linguaggio utilizzato rivela che gli uomini non solo prendono le distanze da certi diritti, ma sopratutto spiegano a chi attribuire la colpa per le proprie dipendenze sessuali: alle donne. Se si vuole sperimentare la vittoria sul peccato sessuale, è tempo di troncare la relazione amorosa con la lussuria. Bisogna essere onesti anche se è doloroso ammettere come abbiamo semplificato, persino persistito in orrendi peccati sessuali, non riuscendo a collegare la rabbia alla concupiscenza, in realtà colpevoli dello stesso crimine.

Il mio lavoro mi fa essere in contatto con uomini che “comprano” il sesso e guardano in modo compulsivo del materiale erotico. Le statistiche raccontano di come si diffondano velocemente tali problematiche. Per esempio sappiamo che oltre il 50% dei leader cristiani fa uso (oppure lo ha fatto nel passato) della pornografia. Da medico volevo capire i motivi che spingono gli uomini a guardarla. Per scoprirlo ho condotto recentemente una ricerca su oltre 3.600 uomini e donne con comportamenti sessuali che volevano abbandonare, come guardare la pornografia, avere una relazione extraconiugale o fare sesso a pagamento. Le mie ricerche hanno dimostrato che l’uso della pornografia e certe fantasie sessuali perseguite dagli uomini, possono essere dettate da alcune storie passate o presenti, oppure da eventi che hanno segnato la loro vita. Gli uomini possono liberarsi dai comportamenti sessuali indesiderati, ma per farlo devono essere aiutati ad identificare le ragioni che li portano a metterli in atto.

Una delle ricerche svolta su uomini dipendenti dalla pornografia, ha rivelato il loro desiderio di avere potere sulle donne. Seguendo la loro fantasia, cercavano quel tipo di materiale erotico in cui le donne erano giovani, adolescenti, universitarie, con un determinato fisico, appartenenti ad una certa razza o con un aspetto che trasmetteva sottomissione. Perché gli uomini coltivavano questo tipo di fantasia sessuale? Attraverso la mia ricerca ho potuto individuare tre fattori chiave:

1- Un alto livello di vergogna

2- Mancanza di scopi nella propria vita

3- Percorsi di crescita affiancati da un padre severo

Gli uomini con un alto livello di vergogna erano coloro che desideravano il massimo potere sulle donne. Il loro desiderio di sottometterle gli conferiva una posizione dominante, almeno in un area di una vita percepita da loro come inutile e piena di vergogna. La possibilità di trovare il controllo, oltre al rilascio ormonale, li fa tornare alla pornografia giorno dopo giorno. Sembra che essa dia all’uomo comune e tanti leader cristiani l’abilità di sentirsi Harvey Weinstein o Louis Székely  per un giorno intero. Svela inoltra il vero cuore dell’uomo. Rivela ancora che non bramiamo semplicemente la bellezza; crediamo che sia un nostro diritto  cercarla, prenderla, usarla, possederla ed infine buttarla via quando avremo voglia di trattare come un oggetto un’altra persona. Questi  uomini dovrebbero imparare a gestire correttamente la rabbia che si nasconde dietro il sesso, invece di continuare a nascondersi dietro un linguaggio che permette alla lussuria di anestetizzare il dolore di queste persone dalla violenza subita. Sono convinto che uno dei motivi per cui non abbiamo visto progressi nell’affrontare la dipendenza sessuale, è perché sono poche le persone al di fuori di Gesù e dei registi pornografici, a sapere che il cuore dell’uomo è sedotto da certi tipi di comportamenti, che vengono appagati solo dalla lussuria e dalla rabbia. Sono comunque assolutamente convinto che le cose possono cambiare. Noi possiamo essere la luce del mondo, illuminando con il nostro bisogno di pentirsi, abbandonando il peccato.

Proclama il cuore del Vangelo

Il cuore del Vangelo proclama che Dio non è né sorpreso né si vergogna della nostra disperazione, ma capisce che è proprio l’obiettivo della Sua venuta. Dio entra nella nostra storia non per condannarci, ma per invitarci a porci domande più profonde su come la nostra lussuria e rabbia caratterizzano così profondamente la nostra vita. Ha sempre fatto domande alle persone nella Bibbia: Hey Adamo, dove sei? Giacobbe, come ti chiami? Hagar, da dove vieni e dove stai andando? La voce di Dio è curiosa e gentile, invitandoci a riflettere  su come la lussuria e la rabbia sono presenti nella nostra vita. Sappiamo che troppe persone guardano il porno. Ma i numeri reali potrebbero allarmarti. Un solo sito porno ha ricevuto oltre 28 miliardi di visite l’anno scorso. Sì, 28.000.000.000 di visite. Questo equivale a quasi 4 visite a persona nel mondo. Come leaders della fede, abbiamo bisogno di chiedere a noi stessi ed a coloro che guidiamo: “In definitiva qual’è la nostra lussuria e la nostra rabbia?”. Come abbiamo illustrato, la lussuria mira a cose buone come la bellezza e l’appartenenza. La rabbia mira al nostro desiderio di giustizia.

Il genio del male usa comportamenti sessuali indesiderati per offrire versioni contraffatte della bellezza e della giustizia che si trovano solo in Gesù. Nella pornografia, gli utenti scelgono una vittima per indirizzare la propria lussuria e rabbia, offrendogli così il ruolo di liberatrice. Nel Vangelo, l’umanità sceglie una vittima innocente per soffrire la morte. Col prezzo che Gesù ha pagato, ci viene paradossalmente offerta la giustizia e l’appartenenza che più desideriamo. Sia la pornografia, che Gesù fanno appello ai desideri più profondi dei nostri cuori. Solo Uno offre la libertà. Non bisogna condannare le persone sottolineandone il peccato o risaltandone la loro lussuria. Lo Spirito di Dio è molto più dolce e competente nel fare ciò. Gli esseri umani comprendono profondamente, quando hanno scelto una vita sessuale vuota di significato e bellezza. Invece bisogna capire come la propria rabbia e lussuria potrebbe in realtà puntare. Il porno offre una risposta a queste domande, ma lo stesso vale per il vangelo. Il Dio che seguiamo è un ospite  che invita tutti a venire al tavolo, a condividere un pasto ed a partecipare con domande gentili e curiose.

Autore: Jay Stringer