Ecco cosa fa la pornografia al tuo cervello

Ecco cosa fa la pornografia al tuo cervello

by Liberati In Cristo On 22/02/2018

Nel libro intitolato “Le lettere di Berlicche” c’è un momento in cui il diavolo anziano Berlicche consiglia il giovane apprendista Malacoda di tacere sulla propria esistenza per ingannare gli umani a pensare che i diavoli, dopo tutto, non esistano davvero. La tecnica che gli raccomanda è di prendersi gioco di loro.

“Il fatto che i “diavoli” siano figure prevalentemente comiche nell’immaginario moderno ti aiuterà. Se qualche debole sospetto riguardo la tua esistenza cominciasse a sorgere nella sua mente, suggeriscigli la figura di qualcosa vestito con un costume scarlatto e convincilo che dal momento che non può credere in quella cosa, non può credere neanche in te. (Trattasi di un metodo per confondere le idee che si trova in vecchi libri)”

Il diavolo utilizza questi stessi vecchi stratagemmi anche quando cerca di danneggiarti attraverso la pornografia.

Penso sia giusto dire che la nostra cultura  prende molto alla leggera la pornografia. Le sitcom ci scherzano sopra, mentre le trame dei film polizieschi si incentrano sempre di più su club di spogliarelliste e altri simili locali, con la scusa di svolgere delle indagini. Ciò non significa necessariamente difendere la pornografia ma qualcosa di simile.

Al giorno d’oggi nessuno si sente in obbligo di prendere le difese della pornografia prima di poterlo diffondere: non è necessario.  Si punta solo ad esporre le persone ad esso (anche indirettamente) e cercare di abbattere tutte le barriere che ne possano impedire la visione.

Alcuni spettacoli possono farlo sembrare un po “volgare” ma non di certo una minaccia, semmai un elemento che alimenta la curiosità del pubblico. Raramente il porno viene dipinto come qualcosa che danneggia gravemente le persone coinvolte, qualcosa che non si dovrebbe mai iniziare a consumare. Il comune sentire è che non si tratta di un problema grave, nel peggiore dei casi si può definire come un piccolo vizio. Insomma, niente da temere. Dovremmo invece veramente preoccuparci? I cristiani sanno che la risposta è semplice, non bisogna essere dei credenti per rispondere.

The Witherspoon Institute ha pubblicato un rapporto intitolato “I costi sociali della pornografia”, esaminando i pareri di una platea culturalmente e spiritualmente trasversale: cristiani, ebrei, musulmani, laici, femministe e conservatori. L’indagine ha coinvolto anche professionisti di vari settori come economia, medicina, psichiatria, psicologia, filosofia, sociologia, giornalismo e diritto.

Cosa hanno in comune tutti questi soggetti? La preoccupazione sul tema. La pornografia, specie quella online, desta maggiore allarme perché facilmente accessibile e visualizzabile ovunque. E’ la “modalità” che assale i sensi su più livelli rispetto ad altre forme di porno. Il “taglio” dello studio citato è sicuramente accademico essendo coinvolti molti studiosi. Sarebbe un peccato comunque se non prestassimo attenzione a questo studio solo per questo motivo, soprattutto per la parte che sottolinea come la pornografia influenzi il cervello umano.

Alcune persone pensano di poter “giocare” o “sperimentare” con la pornografia. Sono come coloro che, abusando di sostanze, sostengono di riuscire a smettere quando vogliono, ma che, naturalmente, falliscono miseramente. È un’analogia calzante, perché l’effetto della pornografia è molto simile a quello della droga. Norman Doidge, Dottore in Medicina, della Columbia University, sostiene:

“La pornografia si rivela più eccitante che soddisfacente, perché il nostro cervello è separato in due sistemi di piacere, uno che ha a che fare con il piacere che porta all’eccitazione e l’altro con il piacere che porta alla soddisfazione. Il sistema eccitante si riferisce al piacere “appetitivo” che si ottiene con l’immagine di qualcosa che desideriamo, come il sesso o un buon pasto. La sua neurochimica è in gran parte legata alla dopamina e aumenta il nostro livello di tensione.

Il secondo sistema di piacere ha a che fare con la soddisfazione, il piacere che  si prova quando si fa sesso frequentemente o si consuma un buon pasto: un piacere calmante e appagante. La sua neurochimica si basa sul rilascio di endorfine, che sono collegate agli oppiacei, che tranquillizzano, generando uno stato di  euforia. La pornografia, offrendo un harem infinito di oggetti sessuali, attiva il sistema appetitivo in modo iperattivo. Gli spettatori sviluppano nuove mappe nel loro cervello, in base alle foto ed ai video che guardano.

Poiché si tratta di una modalità mentale che se non viene nutrita perde la sua capacità d’immaginazione, desideriamo ardentemente che il nostro cervello continui ad attivarla. Proprio come i nostri muscoli non vedono l’ora di essere attivati se siamo stati seduti tutto il giorno, così anche i nostri sensi hanno fame di stimoli. Gli uomini che guardano il porno davanti ai loro computer assomigliano incredibilmente alle cavie nelle gabbie: premono una barra per ottenere qualcosa, nello specifico una bella dose di dopamina o il suo equivalente. Sebbene non lo sappiano, sono stati sedotti da sessioni di pornografia che celavano tutte le condizioni per modificare le loro mappe cerebrali.

In breve, la pornografia non è qualcosa con il quale puoi tranquillamente sperimentare, per poi abbandonarlo quando desideri. Potresti non voler più rinunciare ad esso. Potresti aver bisogno di praticarlo sempre di più per provare piacere, scoprendo che più lo fai, meno soddisfazione avrai. Ciò mi fa venire in mente un’altra frase di Berlicche: il diavolo vuole darci “un desiderio che cresce smisuratamente per ottenere un piacere in continuo declino”. In questo senso, lo studio sopra citato afferma:

“La pornografia può rendere il consumatore cronico incapace di trovare la soddisfazione sessuale della quale è in cerca. Un neuropsichiatra ha affermato di aver trattato un certo numero di uomini nella seconda metà degli anni ’90, così dipendenti dalle immagini pornografiche da risultare sessualmente eccitati ma non più attratti dalle loro mogli e non disposti ad avere rapporti intimi con loro. Inoltre, la ricerca ha indicato che l’esposizione alla pornografia diminuisce la soddisfazione sessuale con il proprio partner sia questo uomo o donna.

Il suo consumo “cronico” è associato a depressione ed infelicità. Il medico citato in precedenza riassume: “La pornografia promette piacere sano e sollievo dalla tensione sessuale, ma ciò che spesso fornisce è una dipendenza, tolleranza ed una possibile diminuzione del piacere. Paradossalmente, i pazienti di sesso maschile con cui ho lavorato spesso bramavano la pornografia, anche se non gli piaceva.”

“Non è una novità che il consumo della pornografia distrugga le relazioni. Ciò che sorprende è quanto sia diffuso questo problema.

Alla riunione del novembre 2003 dell’Accademia Matrimoniale Americana che comprendeva i migliori 1.600 avvocati divorzisti e di diritto matrimoniale della nazione, il 62% dei 350 partecipanti affermava che Internet aveva avuto un ruolo cruciale nei divorzi avvenuti nell’ultimo anno ed il 56% dei casi di divorzio riguardava chi aveva un interesse ossessivo per i siti web pornografici”.

Perché accade tutto ciò se la visione dei contenuti pornografici è ritenuta un semplice passatempo facilmente controllabile? La risposta è perché la pornografia ti fa diventare suo schiavo.

Ovviamente non tutti quelli che guardano la pornografia diventano sessodipendenti. Questo non significa però che non siano stati danneggiati. Può succedere che  “un utente occasionale e sporadico sia danneggiato dalla visione di materiale pornografico più di un utente quotidiano cronico”, sottolinea il rapporto sopra citato.la pornografia è desensibilizzante: le immagini che vedi la prima volta ti scioccano e ti disgustano, con il tempo non lo fanno più, abituandoti ad esse. Se guardi la pornografia e non lo brami, non significa che tu non avrai ripercussioni. Se non sei più inorridito, o almeno non lo sei come un tempo, allora sei stato ugualmente danneggiato.

Questo studio è troppo ampio per essere ricapitolato in poche pagine: Ciò dimostra quanto grande sia il problema. Questa indagine può aiutare un cristiano a capire che stiamo combattendo una battaglia spirituale e che la pornografia è un’arma molto potente nelle mani del diavolo. Il che ci riporta ancora una volta alle parole di Berlicche: “Noi dirigiamo l’attenzione verso quei vizi per i quali una generazione corre minor pericolo”. E ancora: “Le età crudeli sono messe in guardia contro il sentimentalismo, le età spudorate e oziose contro la rispettabilità, le lussuriose contro il Puritanesimo”.

Non si scherza con il lavoro del diavolo e non si gioca con le sue armi. Stai lontano da esse il più possibile e concentrati sulle cose più alte (Filippesi 4:8).

Autore: Matt Kauffman