Ho solo inalato: La trasparenza ed il recupero dalla dipendenza dalla pornografia

“Quando ero in Inghilterra, ho provato a fumare marijuana una o due volte senza però inalarla effettivamente. Non mi piacque e smisi subito” – confessava sorprendentemente Bill Clinton durante la sua campagna presidenziale nel 1992.

In molti non hanno creduto alla sua dichiarazione “sincera”, che ben esemplifica i modi in cui i politici cercano di giustificare le proprie azioni. Infatti, l’ammissione di aver provato marijuana “senza aspirare”, divenne rapidamente un punto di riferimento nazionale per fuggire dalle responsabilità.

Al contrario di Bill Clinton, il suo vice presidente Al Gore, ha confessato di aver fumato liberamente erba durante la sua gioventù; al contrario della vicenda di Clinton, ben pochi ricordano questa affermazione. Ha affrontato il problema senza trovare scuse e la questione finì lì.

E’ poco importante sapere se Clinton abbia veramente fumato erba senza aspirarla. Ciò che fa la differenza è dire la verità senza compromessi. Se  invece avesse detto qualcosa del tipo: “Sì, ho fumato marijuana, so di aver sbagliato e non l’ho fatto più”, la questione avrebbe suscitato poco scalpore. Oggi la nostra cultura tende a non condannare chi ha fumato marijuana. Ma nella dichiarazione di Bill Clinton “ho fumato marijuana senza aspirare” si nascondeva qualcosa di non veritiero, o comunque di “opaco”, che danneggiò la sua credibilità.

“Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa otterrà misericordia” (Proverbi 28:13).

Spesso gli uomini sono terrorizzati quando emergono le loro debolezze e fallimenti. Vogliamo sempre fare una buona impressione, che ha solo un obbiettivo: quello di fare bella figura. Ciò che vogliamo far vedere è che siamo forti. Non vogliamo che gli altri sappiano quanto siamo maleducati, egoisti, depravati o spaventati. Il timore di essere giudicati influenza la nostra esistenza e ci tiene isolati dal resto del mondo. I cristiani ad esempio possono nascondersi dietro il ministero che svolgono, vantando una profonda conoscenza della Bibbia, oppure “costruire una reputazione impeccabile”, dando l’impressione di essere più spirituali degli altri. Questo atteggiamento è decisamente ripugnante!

Quando un uomo non abituato a dire la verità inizia a raccontare la sua lotta contro la concupiscenza, ascolterete affermazioni del tipo:

– “Ho solo dato un’occhiata a qualche filmato porno… ma non sono andato oltre, non mi sono masturbato”.

– “Non era un film a luci rosse ma una scena d’amore innocente tra due adulti consenzienti”.

– “Ho soltanto ammirato la bellezza di quella donna. Dio le ha fatte così belle! Perché dovrei voltarmi dall’altra parte? “

– “Stavo solo controllando se il software di blocco del porno funzionava.”

– “Mi sono masturbato senza guardare porno o fantasticare su altre donne: questa non è concupiscenza”.

– “Non capisco perché mia moglie se la prenda tanto con me, in fondo sono solo delle immagini”.

In altre parole, questi uomini non hanno inalato.

Io vi devo confessare qualcosa di peggio che “io non ho inalato.” La prima volta che partecipai ad un gruppo di supporto per coloro che lottano contro il peccato sessuale, ho mentito dicendo che non guardavo filmati porno da un bel pezzo. La verità però era diversa. Mi ero masturbato davanti al porno poche ore prima di andare alla riunione. Ero sopraffatto dalla vergogna e non volevo rischiare di essere giudicato male. Ero troppo orgoglioso per ammettere il mio peccato. Preferii dunque dire una bugia.

La Bibbia dice che coloro che nascondono le loro trasgressioni non prospereranno. Nascondendo il peccato sessuale concedete alla concupiscenza le chiavi della vostra anima. Come un malvagio padrone, essa acquista terreno ogni giorno che passa, finché non ci arrendiamo diventando suoi schiavi. La sorella della Concupiscenza si chiama Vergogna ed utilizza la stessa strategia, accusandoci continuamente, al fine di paralizzarci nella paura di dire chiaramente la verità.

Se vuoi essere libero e guarire dalla tua dipendenza devi confessare il tuo peccato con trasparenza ed onestà. Soltanto così puoi sconfiggere la concupiscenza e la vergogna. La tua confessione deve essere veritiera. Frasi vaghe come “ho peccato di nuovo la scorsa notte” non bastano per vincere la battaglia. Non serve condividere dei dettagli espliciti ma la verità deve emergere il prima possibile. Basta nascondersi!

Può succedere che la lettura di questo articolo ti fa stare male, ma non temere: la crocifissione dell’orgoglio è una cosa buona.

La Bibbia dice: “Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili” (Giacomo 4:6).

Se deciderai di far morire il tuo orgoglio, darai vita all’umiltà, gradita al Signore. L’umiltà grida: “Ho bisogno d’aiuto, non posso farcela da sola”; l’orgoglio invece  non vuole riconoscere la debolezza. Esso cerca di giustificare le sue azioni, sfugge alle responsabilità. L’umiltà ammette il peccato, non trova scuse e chiede aiuto al Signore.

Dio aiuta chi è abbastanza umile ed onesto da poter ammettere che la propria vita è una tragedia fatale senza di Lui. La compassione di Dio porta prima alla rottura e poi alla guarigione, per ricevere il Suo amore e la Sua grazia.

“Sacrificio gradito a Dio è uno spirito afflitto; tu, Dio, non disprezzi un cuore abbattuto e umiliato” (Salmi 51:17).

Non è che nella concupiscenza stavi veramente cercando l’amore appassionato e profondo di Dio e la Sua accettazione?  Questo perché il porno offre una distorsione malata di Dio, la Cosa Vera, quello che stai veramente cercando. Non mi è mai capitato di sentir dire da un credente che si è divertito a guardare porno e masturbarsi in solitudine. Ho visto però come l’amore di Dio può cambiare un uomo a tal punto da fargli perdere persino l’”appetito” per il peccato sessuale. Una volta che hai sperimentato Dio, la Cosa Vera, la contraffazione perde il suo fascino. Dunque per far si che la concupiscenza e la vergogna cedano il posto alla Cosa Vera, l’onestà e la verità devono diventare il tuo stile di vita. Solo così potrai guarire e uscirne fuori da vincitore.

“Ma il pubblicano se ne stava a distanza, e non osava neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo:” O Dio, abbi pietà di me, peccatore!”  Io vi dico che questo tornò a casa sua giustificato, piuttosto che quello; perché chiunque si innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato” (Luca 18: 13-14).

Autore: Mike Genung