Leadership e pornografia

Leadership e pornografia

by Liberati In Cristo On 21/06/2016

“Ma so che non avete l’amore di Dio in voi.” Giovanni 5:42

Vi siete mai chiesti come sia possibile che metà dei pastori evangelici in Nord America possano avere dei problemi con la pornografia, come mostrano le statistiche? Il Nord America pullula di seminari e scuole bibliche guidate da studiosi consacrati e pieni di talenti, eppure molti dei responsabili dei nostri ministeri hanno l’abitudine di masturbarsi davanti alla pornografia. Come è possibile che questi uomini abbiano frequentato centri per la formazione cristiana e conoscano così tanto della verità di Dio (perfino in greco ed ebraico antico), eppure abbiano ancora una segreta dipendenza dal peccato sessuale?

Manca qualcosa.

Nel suo libro “So You Want to be Like Christ,” Chuck Swindoll scrive:

“Non dimenticherò mai una lettera ricevuta da un laureato del Dallas Theological Seminary, dove io svolgo il ministero di rettore. Scrisse di quanto era grato per gli anni passati nel nostro eccellente istituto. Mi preoccupava che si rammaricasse di un fatto: al suo arrivo era profondamente innamorato di Gesù Cristo, mentre alla fine degli studi amava piuttosto il testo biblico. Per motivi assolutamente giusti, i nostri professori avevano fatto del loro meglio per insegnargli le Scritture, ma lui se ne andava dalla scuola amando di più la Bibbia che non il Suo Salvatore. Per usare le parole di Paolo, “il serpente lo aveva sedotto”. Dopo alcuni anni difficili nel ministero, si era reso conto che aveva bisogno di amare Cristo.”

Swindoll prosegue:

“Il messaggio del cristianesimo sta rapidamente diventando un sistema di pensiero illuminato, invece di una semplice chiamata ad abbandonare il peccato e a perseguire un rapporto personale con Dio. Il desiderio di maggiori conoscenze teologiche (che in se stesse sono qualcosa di buono) ha soppiantato la semplice chiamata a conoscerLo in maniera intima”.

Ho parlato e scambiato corrispondenza con vari pastori in lotta con la pornografia e le loro storie sono spesso simili. Sono diventati fissati con la pornografia o la dipendenza sessuale quando erano molto giovani, poi si sono convertiti al Signore e più tardi hanno frequentato una scuola biblica o una facoltà in cui hanno imparato la Giusta Teologia – pur continuando a vivere la doppia vita di un Doctor Jekyll e Mister Hyde cristiano.

Nel suo libro “What’s So Amazing About Grace?”,, Phillip Yancey scrive:

“In una scuola biblica o in un campo cristiano e perfino nella chiesa ognuno impara ad dare di sé un aspetto “spirituale”. Si pone l’enfasi sul lato esteriore e questo rende semplice la finzione e il conformismo, mentre si sopprimono o si nascondono i problemi interiori. Vari anni dopo avere lasciato la scuola biblica sono venuto a sapere che alcuni dei miei compagni soffrivano di profondi turbamenti interiori (depressioni, dipendenze) che durante il tempo trascorso in quella sede non erano stati affrontati. Si concentravano invece sul conformarsi al comportamento che li circondava”.

I pastori con cui ho parlato sono spesso maestri nell’“arte di fingere e conformarsi”. Pochi immaginerebbero che un uomo di Dio abbia l’abitudine di masturbarsi davanti alla pornografia, perciò “nascondere i problemi interiori” per loro è semplice. Molti di loro sono comunicatori di talento, capaci di predicare bellissimi sermoni sull’amore di Dio.

Forse conoscono il greco biblico, ma non conoscono la grazia – che non è mai riuscita a raggiungere il loro cuore. Lo dimostrano le loro azioni, perché un uomo o una donna il cui cuore è stato riempito dall’amore di Dio non ha interesse per un surrogato come la pornografia. Ho scoperto che è spesso più difficile far comprendere il messaggio della grazia a un pastore che a una persona comune: i pastori si concentrano così tanto sulla loro conoscenza, sui talenti e sull’apparente successo nel ministero da diventare incapaci di vedere le loro carenze nel cuore.

Nel suo libro “The Pursuit of God”, A.W. Tozer scrive:

“Oggi non ci mancano gli insegnanti che presentano i principi delle dottrine bibliche di Cristo, ma troppi di loro si accontentano di insegnare i “fondamentali” della fede anno dopo anno, stranamente senza essere consapevoli del fatto che nel loro ministero non c’è alcuna Presenza manifesta, né nulla di fuori dal comune nella loro vita personale. Svolgono il loro ministero rivolgendosi a dei credenti che però sentono nel profondo un desiderio non soddisfatto da questo tipo di insegnamento… Vedere che i figli di Dio muoiono di fame pur essendo seduti alla tavola del Padre è qualcosa di molto grave, non è un piccolo scandalo nel Regno. La verità delle parole di Wesley è confermata anche dalla nostra esperienza:

“L’ortodossia, ovvero l’opinione corretta (nella teologia) è nel migliore dei casi solo una piccolissima parte della religione. Se è vero che senza le giuste opinioni non si possono ottenere delle persone con la giusta indole, è pur vero che un’opinione corretta può sussistere anche senza essere sostenuta da un carattere giusto. Si può avere una giusta opinione di Dio essendo privi di amore oppure in assenza un atteggiamento corretto nei Suoi confronti. Satana lo dimostra”.

… In larghe sezioni della chiesa l’arte dell’adorazione è andata del tutto perduta e al suo posto è arrivata quella cosa strana e aliena che chiamiamo “il programma”. Questo termine è stato preso in prestito dal teatro e tristemente applicato al tipo di servizio pubblico che ora viene spacciato per adorazione tra di noi”.

Tozer fu pastore per circa 40 anni e scrisse oltre 40 libri; “The Pursuit of God” fu redatto nel lontano 1949. Dovrei anche menzionare il fatto che Tozer non frequentò mai le scuole superiori, l’università o la facoltà di teologia. Il primo amore di Tozer era Cristo e dal traboccare di questo rapporto interpersonale veniva la potenza del suo ministero.

Le nostre facoltà di teologia e le nostre scuole bibliche svolgono un ottimo lavoro insegnando la Parola di Dio a molti uomini e donne, però spesso perdono di vista il loro cuore. Per troppi di loro il versetto “La Tua bontà vale più della vita” (Salmo 63:3) è un precetto o un principio da insegnare la domenica mattina, ma non è qualcosa che hanno gustato personalmente.

Se io dovessi tenere un seminario per conto di Blazing Grace, cercherei di arrivare al cuore dei nostri studenti, l’obiettivo sarebbe vederli innamorare di Cristo. Il seminario Blazing Grace dovrebbe idealmente fungere da supplemento e complemento (non da sostituzione) per i nostri centri di insegnamento teologico.

Il nostro seminario sarebbe localizzato in luoghi tranquilli, un po’ lontani dalla civiltà, dove gli uomini e le donne potrebbero cercare Dio – forse tra le verdi foreste nelle montagne del Colorado. (Andrebbero bene anche i deserti della California, ma non penso che mia moglie vorrebbe viverci.) Si tratterebbe di un complesso costituito da un auditorium, una sala da pranzo, 50 camere individuali; accoglieremmo 50 persone ogni 2 settimane. Non ci sarebbero televisori o computer nelle stanze, soltanto un lettore di CD per ascoltare musica.

Sulla porta dell’auditorium ci sarebbe un cartello che dice “Vietato l’accesso alle maschere; possono entrare solo le persone con il cuore spezzato”. Questo non è un luogo per recitare il Gioco del Bravo Credente, oppure per cercare di conformarsi a una serie di regole; qui cerchiamo dei rapporti interpersonali autentici. Per rendere il seminario Blazing Grace un luogo sicuro, a tutti i partecipanti sarebbe richiesto di firmare un contratto di riservatezza, in modo che ciò che viene condiviso non sia rivelato ad altri.

Il nostro corso durerebbe per 2 settimane e sarebbe così organizzato:

 

Settimana 1, Giorno 1:  L’isolamento è la morte

Ogni giorno del corso viene affissa una nuova serie di versetti sulla bacheca davanti alla sala in cui ci riuniamo. I versetti di oggi sono:

Chi si separa dagli altri cerca la sua propria soddisfazione, e si irrita contro tutto ciò che è giusto. Proverbi 18:1

Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia. Proverbi 28:13

Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia. Giacomo 5:16

L’istruttore (cioè io) imposta il discorso raccontando la sua storia con estrema onestà; i nostri studenti sarebbero del tutto a disagio e non si confiderebbero con gli altri se il loro istruttore se ne stesse nascosto dietro una torre d’avorio.

In seguito, a ogni persona nella stanza viene richiesto di fare lo stesso; chiediamo loro come si stanno comportando per quanto riguarda i desideri carnali, la masturbazione, la pornografia, le relazioni con risvolti sessuali, le droghe, l’alcol e anche l’eccesso di cibo. Chiediamo loro come va il matrimonio e di descrivere come era il loro rapporto con il padre e la madre. Viene esplorata, sondata e testata ogni area della loro vita. Meglio tirare fuori queste cose in un luogo sicuro che aspettare il Treno dei Rottami che passerà anni più tardi.

Nella sicurezza e nell’accettazione di questo ambiente e dopo avere messo tutte le carte in tavola, iniziano a formarsi dei rapporti intimi e comincia il processo di guarigione. Per alcuni sarà la prima volta in cui condividono ferite e segreti. Finiamo ogni giornata pregando gli uni per gli altri in maniera specifica, come viene mostrato in Giacomo 5:16.

 

Settimana 1, Giorno 2: Il cuore spezzato

Tutti quanti siamo diventati come l’uomo impuro, tutta la nostra giustizia come un abito sporco; tutti quanti appassiamo come foglie e la nostra iniquità ci porta via come il vento. Isaia 64:6

Oggi ci concentriamo sull’aiutare i nostri studenti a capire che la loro vita è una tragedia fatale. Ci addentriamo nell’ambito dell’orgoglio, della cecità e delle motivazioni distorte. Li sfidiamo a portare alla luce tutte le motivazioni egocentriche per cui hanno scelto di entrare nel ministero di chiesa (ad esempio, sentirsi necessari, ricevere l’adulazione e l’approvazione altrui, guadagnarsi l’amore di Dio). Poniamo davanti a loro l’impossibile standard di purezza sessuale richiesto da Dio (“Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” Matteo 5:28) Li aiutiamo a capire che il ministero deve provenire esclusivamente dalla potenza di Dio, perciò non devono più attribuire valore ai loro sforzi o basarsi su di essi, sui talenti, sulle conoscenze o le capacità che possiedono.

Accettare il fatto di essere carenti è di cruciale importanza per il successo dei nostri studenti: in caso contrario continueranno a fidarsi di se stessi e saranno preda della concupiscenza della carne. Nel loro cuore non deve esservi alcun dubbio sul fatto che hanno un bisogno disperato di Dio.

 

Settimana 1, Giorno 3: Mettere in luce le menzogne interiori

“Poi si avvicinò anche quello che aveva ricevuto un talento solo, e disse: “Signore, io sapevo che tu sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso.” Matteo 25:24

Il terzo giorno aiutiamo gli studenti a vedere le bugie a cui hanno creduto riguardo a se stessi, Dio e gli altri e poi le confrontiamo con la verità. L’uomo o la donna che si rivolge alla pornografia, alle droghe, all’eccesso di cibo o di lavoro rivela di concepire Dio come “un uomo duro” che non li ama. La bugia fondamentale che li porta a cercare dei surrogati della grazia è la seguente: “io non posso essere amato da Dio o dagli altri così come sono; io non valgo nulla”.  Queste menzogne devono essere portate in luce, sradicate e gettate via – in modo che la verità vivificante dell’amore di Dio possa mettere le radici nel terreno del loro cuore.

 

Settimana 1, Giorno 4: Affrontare le ferite

Un cuore allegro è un buon rimedio, ma uno spirito abbattuto fiacca le ossa. Proverbi 17:22

Nel processo di esposizione alle luce delle menzogne interiori, si presenteranno anche delle ferite che necessitano di guarigione – ad esempio abusi, negligenza, abbandono. Sicuramente qualcuno avrà patito dei traumi come l’abuso sessuale e avrà bisogno di attenzioni più personali. Queste sono le ferite attorno alle quali si sono concentrate le principali menzogne e la vergogna; senza una guarigione in questi ambiti, le persone continueranno a lottare con un blocco che impedisce loro di ricevere l’amore di Dio.

 

Settimana 1, Giorno 5: La grazia

Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù, per mostrare nei tempi futuri l’immensa ricchezza della sua grazia, mediante la bontà che egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti. Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo. Efesini 2:4-10

Il giorno 5 miriamo a comunicare l’incredibile dono della grazie di Dio per i nostri studenti. Per diventare un canale del Suo amore, prima di tutto lo devono ricevere nel cuore: ciò che non è stato ricevuto non può essere passato ad altri. Senza l’amore di Dio nel loro cuore, i nostri futuri leader nei ministeri di chiesa saranno poco più che cembali risonanti.

Ogni peccato che hanno commesso viene lavato via dal sangue sulla croce – a prescindere da quanto fosse disgustoso, vergognoso o segreto e anche a prescindere dai torti che altre persone possono avere fatto loro. Devono soltanto accettare il dono della grazia e dell’amore di Dio; non possono guadagnarlo con gli sforzi impegnandosi nel ministero oppure “facendo delle cose per Dio”. Scoprire il segreto della Sua grazia non è un cerchio infuocato in cui saltare, né di un precetto teologico da conoscere a menadito.

“Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla.”  1 Corinzi 13:1-2

 

Settimana 2, Giorni 1-5:  Cercare Dio

Giuseppe trascorse due anni in prigione prima di essere promosso alla vicepresidenza in Egitto. Mosè nutrì le pecore nel deserto per quarant’anni prima che Dio lo chiamasse a condurre la nazione di Israele fuori d’Egitto. Davide passò molti anni della sua gioventù da solo, a curare le pecore. Giovanni Battista fu allevato nel deserto. Gesù restò nel deserto da solo per quaranta giorni prima di iniziare il suo ministero terreno. Paolo passò vari anni in prigione a scrivere le lettere che costituiscono gran parte del Nuovo Testamento. Spesso il Signore prepara quelli che vuole usare in maniera potente con un lungo periodo di tempo trascorso da soli con Lui.

I nostri studenti passeranno 5 giorni a cercare il volto di Dio. In ogni giorno della seconda settimana saranno mandati in un luogo deserto per cercare il Signore da soli. Non cercheranno Dio e qualcos’altro, ad esempio Dio e la liberazione dal peccato, oppure Dio e il successo nel ministero oppure qualche altro e, ma Dio soltanto.

Questi sono i versetti che compaiono in bacheca durante la seconda settimana:

Lunedì:

Il Signore ha guardato dal cielo i figli degli uomini, per vedere se vi è una persona intelligente, che ricerchi Dio. Salmo 14:2

Martedì:

Poiché così aveva detto il Signore, Dio, il Santo d’Israele: «Nel tornare a me e nello stare sereni sarà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza». Isaia 30:15

Mercoledì:

Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore. Geremia 29:13

Giovedì:

Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita! Giovanni 5:39-40

Venerdì:

Beati quelli che osservano i suoi insegnamenti, che lo cercano con tutto il cuore e non commettono il male, ma camminano nelle sue vie. Salmo 119:2-3

Nel processo di ricerca del Signore, i nostri studenti scopriranno il meraviglioso mistero della comunione silenziosa con il Dio Vivente. Dapprima, stare zitti e ascoltare per un lungo lasso di tempo sarà difficile; saltare giù dalla giostra dell’esistenzaa frenetica andrà contro il loro stile di vita improntato al “devo fare qualcosa per il Signore”. Ma mentre il loro spirito si tranquillizza avviene qualcosa di strano; subentra la pace, il cuore si intenerisce e le fratture si aprono un pochino, mettendo in luce un profondo desiderio di Dio. La loro fame di Dio si intensifica e iniziano a cercarLo con maggiore impegno.

Mentre si crogiolano alla Sua presenza durante la settimana, gli occhi dei nostri studenti si aprono. Improvvisamente si rendono conto che Dio li aveva circondati del Suo amore ogni giorno della loro vita; ma loro erano stati ciechi. Il loro cuore si spalanca con un amore appassionato per Lui e tutto il resto della vita improvvisamente sbiadisce. “La tua bontà è meglio della vita” non è più una frase di teologia, ma è qualcosa di più reale, potente e prezioso di qualsiasi cosa esista sulla terra.

I responsabili di ministeri che hanno affrontato le carenze del loro cuore, conoscono l’importanza di trasformare la chiesa in un luogo sicuro deve le persone possono mettere in luce i loro peccati segreti e ricevere la grazia. Poiché Dio ha preso il primo posto in loro, ora sono più interessati a far piacere al Signore che non alle persone e non hanno problemi nel proclamare con coraggio tutta la verità di Dio.

Coloro il cui cuore è stato riempito dall’amore di Dio hanno una grande passione per indicare Dio agli altri. Detestano quella “cosa strana e aliena che chiamiamo ‘il programma’”, ci cui parlava Tozer, poiché le scalette non possono riempire un cuore vuoto con l’amore di Dio. Liberati dal bisogno di colpire favorevolmente gli altri oppure di guadagnare l’approvazione di Dio mediante il ministero, ora si appoggiano totalmente sulla Sua potenza e guida, diventando una sorta di dinamite spirituale nelle Sue mani. A questo punto la vita è un’avventura roboante di fede e il Signore può nutrire molte persone mediante loro.

“E uno di loro, dottore della legge, gli domandò, per metterlo alla prova: «Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?» Gesù gli disse: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e il primo comandamento.” Matteo 22:35-38

La domanda più importante nella vita non è se conosciamo la Bibbia ma se amiamo Dio o meno; il cuore viene al primo posto nel più grande comandamento, la mente viene per ultima. (C’è mai stato un uomo che ha detto a sua moglie “Ti amo con tutta la mia mente?”). Se vogliamo fornire ai responsabili dei nostri ministeri quanto serve per essere strumenti affilati nelle mani del maestro, dobbiamo rivolgerci non solo alla loro mente, ma anche al loro cuore.

Di fatto, la chiesa deve rivolgersi al cuore di ogni persona.

Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. Tutto questo allo scopo di conoscere Cristo, la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte, per giungere in qualche modo alla risurrezione dei morti.

Autore: Mike Genung